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Come si esegue l’ispezione e la revisione delle linee vita?

come si esegue l ispezione e la revisione delle linee vita

L’ispezione periodica delle linee vita è un obbligo che permette di verificare nel tempo l’integrità e l’affidabilità dei sistemi anticaduta installati in copertura.

In questo approfondimento vi spiegheremo ogni quanto tempo va fatta, cosa prevedono le normative UNI di riferimento (comprese le più recenti), chi è autorizzato a eseguirla, le tipologie di controllo esistenti e quali sono le fasi di una verifica corretta, dal controllo documentale fino all’ispezione visiva e strumentale del sistema.

Noi di Pegaso trattiamo l’ispezione non come un passaggio isolato, ma come parte integrante del nostro servizio di revisione periodica, che segue l’impianto per tutto il suo ciclo di vita.

È importante eseguire le revisioni?

Quando si parla di linee vita e di sicurezza dei lavoratori durante operazioni in quota basterebbe il buonsenso per comprendere quanto importanti e necessarie siano le periodiche ispezioni e revisioni dei sistemi di sicurezza installati per garantire uno svolgimento sicuro e agevole dei lavori.

Inoltre, le periodiche ispezioni e revisioni sono rese obbligatorie da una serie di norme vigenti che ne dettano non solo l’obbligatorietà ma anche la frequenza necessaria per una corretta garanzia della stabilità dei sistemi.

La responsabilità di far eseguire le ispezioni entro i termini corretti ricade sull’amministratore dell’immobile, pertanto sul proprietario o chi delegato da esso, così come stabilito dal D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro.

Ogni quanto tempo va revisionata o ispezionata la linea vita?

Il punto di riferimento per la periodicità delle verifiche è oggi la norma UNI 11560:2022, che disciplina uso, ispezione, manutenzione e verifica periodica dei sistemi di ancoraggio permanenti. Questa norma non fissa un intervallo unico e universale, ma prevede:

  • un intervallo massimo di 2 anni tra un’ispezione periodica e la successiva, valido per tutti gli elementi del sistema;
  • una cadenza di norma annuale nella pratica tecnica più diffusa;
  • la frequenza indicata dal fabbricante nel manuale del dispositivo o dal progettista, che resta vincolante quando più stringente.

A differenza della versione del 2014, la revisione 2022 non distingue più la periodicità tra documentazione, sistema di ancoraggio e struttura di supporto: tutti gli elementi vanno controllati con la stessa cadenza.

Va poi chiarito il ruolo delle altre norme spesso citate:

  • UNI EN 795:2012: specifica requisiti prestazionali e metodi di prova dei dispositivi di ancoraggio (classi A, B, C, D, E);
  • UNI 11578:2015: riguarda i dispositivi di ancoraggio permanenti;
  • UNI CEN/TS 16415:2013: integra la UNI EN 795 per i dispositivi usati contemporaneamente da più persone.

Sono quindi norme che disciplinano la progettazione e i requisiti dei prodotti, non la frequenza delle ispezioni, che resta di competenza della UNI 11560. Conoscere la normativa UNI applicabile è il primo passo per stabilire i corretti criteri per la conformità del proprio sistema.

Nel caso di linee vita montate in luoghi particolarmente a rischio o con climi e condizioni particolarmente estreme, però, consigliamo di eseguire ispezioni più frequenti per garantire con la massima certezza la sicurezza durante lo svolgimento delle operazioni.

Chi può eseguire le ispezioni?

Non esiste una norma che indichi una figura unica per lo svolgimento delle ispezioni e revisioni, ma è comunque necessario disporre delle qualifiche, competenze e della formazione che deve possedere chiunque operi sui dispositivi di sicurezza.

Un riferimento utile in questo senso è la UNI 11900:2023, la prima norma tecnica dedicata alla figura dell’installatore di sistemi di ancoraggio, che definisce livelli di qualifica e requisiti di formazione degli operatori.

Pertanto, è consigliato far eseguire le ispezioni ad installatori qualificati, meglio ancora se indicati direttamente dal produttore delle linee vita in oggetto.

Pegaso srl realizza e installa linee vita di tipo D, C e A. Completamente progettate in alluminio ed acciaio inossidabile garantiscono il più alto livello qualitativo ad oggi disponibile sul mercato.

Inoltre, tutte le nostre linee vita sono certificate dall’ente “TUV SUD Italia” secondo le norme: UNI EN 795:2012, UNI 11578:2015 e CEN/TS 16415:2013. I nostri installatori conoscono i nostri prodotti in ogni minimo dettaglio, rendendosi i migliori esperti per eseguire correttamente l’ispezione, revisione e manutenzione delle nostre linee vita.

Quali tipi di ispezione esistono?

Principalmente esistono quattro tipi di ispezione:

  • ispezione pre-installazione: i materiali e i dispositivi vengono controllati accuratamente prima ancora dell’assemblaggio in luogo, per garantirne la solidità e il corretto funzionamento. Vengono poi collaudati ed ispezionati anche ad installazione finita;
  • ispezione pre-utilizzo: è bene che le linee vita e i vari dispositivi vengano controllati prima di ogni accesso ed utilizzo da parte degli operai, che in ogni caso devono procedere con la cautela necessaria allo svolgimento di lavori pericolosi;
  • ispezione periodica: è l’ispezione obbligatoria a cui facciamo riferimento in questo articolo. Viene fatta per garantire la solidità della struttura in seguito al passare del tempo e all’esposizione dei dispositivi a stress meccanici dovuti all’utilizzo e ad altri agenti stressori come gli elementi atmosferici;
  • ispezione straordinaria: è l’ispezione che viene eseguita in casi particolari. Comunemente viene effettuata quando ci si accorge che è stata saltata la regolare ispezione periodica, ma può aver luogo anche in seguito ad eventi particolari come incidenti o disastri naturali.

Se vuoi approfondire obblighi, frequenze e buone pratiche, puoi consultare la nostra guida dedicata alla manutenzione delle linee vita.

Quali sono le fasi di una corretta ispezione?

Un’ispezione periodica o anche straordinaria inizia sempre dallo stesso step, ossia l’analisi e il controllo della documentazione.

Il controllo documentale è il passaggio preventivo che può anche far bocciare immediatamente la struttura nel caso in cui manchino alcuni documenti importanti e necessari al corretto svolgimento dell’ispezione visiva o strumentale della linea vita.

Ma quali sono questi documenti? Il Fascicolo Tecnico, chiamato anche Elaborato Tecnico del Sistema di Ancoraggio Anticaduta è il documento che definisce le vie d’accesso al sistema, i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) necessari al suo utilizzo, le istruzioni di impiego, le modalità di manutenzione e collaudo, i soggetti responsabili del sistema ed eventuali modifiche o variazioni applicate al sistema nel tempo.

Viene considerato completo se, al suo interno, dispone di:

  • relazione tecnica operativa firmata dal progettista. Definisce le modalità di utilizzo e le dimensioni dei DPI necessari all’uso della linea vita;
  • elaborato grafico realizzato dal progettista. Definisce i punti di accesso sicuri, le zone sicure, le zone di rischio o eventualmente non accessibili;
  • relazione di calcolo strutturale firmata dal tecnico strutturista. Definisce e accerta che il sistema è capace di sostenere e resistere alle sollecitazioni meccaniche durante il suo utilizzo;
  • prova di collaudo strutturale se prevista dal produttore o dall’installatore della linea vita. Può essere un’alternativa alla relazione di calcolo strutturale;
  • manuali d’uso dei dispositivi anticaduta;
  • registro ispezioni e registro accessi;
  • manuale e registro DPI messi a disposizione dal proprietario del sistema, se previsto;
  • dichiarazione di corretta posa rilasciata dall’installatore;
  • piano di soccorso e recupero in cui vengono previste le manovre di soccorso e recupero in caso di malfunzionamento del sistema, necessario soprattutto per i sistemi a caduta trattenuta e non a caduta impedita;
  • cartello di avviso posto nei pressi dei punti di accesso, in cui si invita a prendere visione del Fascicolo Tecnico prima dell’utilizzo del sistema.

Nel caso di assenza di manuali d’uso, elaborati grafici e relazioni tecniche il sistema diventa NON ISPEZIONABILE.

L’ispezione documentale inoltre mette in evidenza l’eventuale segnalazione di guasti o di danni accidentali segnalati dai lavoratori.

Infine, dall’analisi dei documenti potrebbero emergere discrepanze fra le carte e il sistema reale, che permetterebbero di risalire a chi ha commesso errori di segnalazione o progettazione ed imputargli una eventuale messa a norma.

Dopo il controllo documentale? L’ispezione visiva e strumentale.

In seguito alla bocciatura o promozione del controllo documentale, il tecnico specializzato si munisce di DPI e procede con l’ispezione del sistema.

Il tecnico procede lungo la linea vita e controlla che gli elementi non presentino deformazioni, rotture ed altre alterazioni d’ogni sorta che potrebbero compromettere il loro corretto funzionamento.

Oltre al check visivo viene eseguito anche un controllo strumentale o meccanico, in cui i punti di ancoraggio vengono sollecitati manualmente o attraverso l’utilizzo di strumenti appositi. Nel caso in cui l’ancoraggio o l’elemento in questione resista o meno alla sollecitazione si prosegue con il controllo.

Vengono controllati anche eventuali cavi, è necessario che siano tutti in tensione e che non risultino troppo elastici e cedevoli alla sollecitazione meccanica. La tensione dei cavi viene poi regolata quando possibile o ne viene segnalato il mancato corretto funzionamento nel report dell’ispezione da parte del tecnico.

È bene che i metodi utilizzati per il controllo degli elementi non siano metodi distruttivi che potrebbero comprometterne la solidità, in quanto un danno causato durante l’ispezione andrebbe contro il senso dell’ispezione stessa. Le metodologie utilizzabili per il controllo del sistema vengono solitamente indicate dal produttore, per evitare danni accidentali durante la fase di ispezione.

Le ispezioni approfondite degli ancoraggi vengono eseguite con una minore frequenza rispetto alla semplice ispezione visiva (ricordate le norme 795:2012 e 11578:2015) e prevedono il controllo dei punti di fissaggio del sistema alla struttura stessa.

A volte questa ispezione è resa quasi impossibile per via dei vari sistemi di saldatura dell’ancoraggio, che può essere immerso nel cemento o inaccessibile perché installato al di sotto di altri materiali. In questi casi il controllo dello stato dell’ancoraggio è impossibile.

Il report dell’ispezione segnala l’eventuale necessità di eseguire una revisione sul sistema e una manutenzione dei dispositivi anticaduta, che verrà eseguita quanto prima.

Manutenzione ordinaria e straordinaria: quali differenze?

Dagli esiti dell’ispezione può derivare un intervento sul sistema, che rientra in due categorie distinte:

  • manutenzione ordinaria: comprende una serie di verifiche programmate e ricorrenti, come la ritaratura della tensione dei cavi, il serraggio dei fissaggi o la sostituzione di componenti soggetti a normale deterioramento a causa di corrosione o usura. È la regolare manutenzione che mantiene il sistema efficiente nel tempo;
  • manutenzione straordinaria: riguarda gli interventi non prevedibili, resi necessari da un caso di incidente, da una caduta arrestata dal sistema o da danni gravi rilevati durante la verifica. In questi casi si sostituiscono gli elementi compromessi per ripristinare i requisiti di sicurezza originari.

Distinguere i due ambiti è utile per pianificare correttamente i costi e i tempi di gestione dell’impianto, evitando che una piccola anomalia trascurata si trasformi in un intervento ben più oneroso.

Pegaso srl: revisione, ispezione e manutenzione delle tue linee vita

Pegaso srl si occupa di ogni aspetto relativo alla revisione periodica delle linee vita. Grazie alla sua trentennale esperienza è in grado di comprendere al meglio lo stato dei sistemi anticaduta installati sugli immobili e di valutarne il livello di qualità e sicurezza.

I nostri installatori qualificati eseguono anche la manutenzione dei sistemi di protezione analizzati, garantendone il corretto funzionamento nel tempo.

Affidare a un unico interlocutore controllo documentale, ispezione visiva e strumentale e gli interventi correttivi significa mantenere il sistema conforme alle norme di legge e garantire la sicurezza dei lavoratori in quota, senza scoperture nel tempo.

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